Come viene gestita la gravidanza e l’ambiente durante il parto influiscono sulla tipologia di parto e questo non è una novità. L’induzione del travaglio di parto (ITP) sembra essere diventato il nuovo clichè dell’Ostetricia moderna. Con il recente studio ARRIVE proveniente dagli Stati Uniti D’America e delle nuove indicazioni del NICE 2021, sempre più protocolli ospedalieri optano per anticipare a 39 settimane l’induzione di parto anche in gravidanze classificate fisiologiche, proponendo di default uno scollamento delle membrane. Ma può essere realmente sufficiente prendere come parametro di riferimento esclusivamente l’età gestazionale della gravidanza?
Le nostre stesse linee guida italiane rispetto all’ITP (aggiornate nel 2022) si pronunciano ricordandoci che “Non esistono indicazioni assolute all’induzione del travaglio di parto ed è piuttosto carente anche il consenso sull’appropriatezza di alcune indicazioni”
Come anche
“Non ci sono evidenze sufficienti per raccomandare l’induzione elettiva alla 39a settimana in assenza di comorbilità
Tra le indicazioni che restano all’unanimità è l’induzione per gravidanza OT (oltre il termine). L’approccio salutofisiologico dell’ostetricia si avvale della definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che definisce la gravidanza protratta:
“la gravidanza che continua oltre 42+0 settimane (294 giorni) dalla data di inizio dell’ultima mestruazione”
Sempre sulle linee guida Sigo troviamo scritta la seguente considerazione :
Non vi è sufficiente evidenza di alta qualità per fornire una forte raccomandazione sul timing dell’offerta dell’induzione in gravidanze non complicate che evolvono oltre le 41 settimane. Tenendo sempre in conto che il 75% delle donne che arrivano a 41 settimane entreranno spontaneamente in travaglio entro le 42+0
Anche nelle linee guida italiane viene riportata l’importanza della corretta informazione e di trasmettere alla donna le varie opzioni alternative rispetto all’ ITP. Un rinvio o declino all’induzione farmacologica può essere clinicamente giustificato come preferenza della Donna, iniziando così una condotta di attesa e monitoraggio della gravidanza per il benessere materno-fetale.
Culturalmente siamo abituate che la pratica medica ha più valore rispetto alla scelta della Donna. I movimenti attivisti sulla tutela dei diritti delle Donne che vivono la maternità, puntano sull’ INFORMAZIONE e la SCELTA INFORMATA. La donna deve essere informata sull’indicazione all’induzione, sul metodo di induzione e sui rischi della procedura.
L’induzione è un intervento medico con conseguente :
– aumento delle visite ostetriche vaginali,
– limitazione rispetto al luogo di nascita (esclude la possibilità di assistenza al parto a domicilio, case maternità e unità di parto guidate dalle ostetriche – midwifery unit)
– Limitazione o negazione della possibilità di travagliare in acqua
– Aumento di parti operativi
– Aumento di lacerazioni di III e IV grado
– Aumento di incorrere in effetti avversi farmacologici dovuti dai metodi di induzione, come ad esempio distress materno e fetale, aumentata richiesta di epidurale e tutto ciò che ne consegue e/o alterazione del BCF fetale.
– Travagli percepiti più dolorosi di un travaglio spontaneo
– Degenza ospedaliera prolungata
Personalizzare l’assistenza è molto più semplice applicando la midwifery care con i concetti di continuità assistenziale e rapporto 1:1 (one to one). Per questo le ostetriche che lavorano nella gestione dei parti extra-ospedalieri riportano tassi estremamente bassi di cesareo senza l’uso regolare di induzioni elettive. La relazione terapeutica è un buon punto di partenza per stilare un’assistenza sicura e rispettosa.
Sarebbe utile ricordare le parole dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 1996
“ In Normal Birth there should be a valid reason to interfere with the natural process”
“ nelle nascite fisiologiche ci dovrebbe essere una valida ragione per interferire con il processo naturale
Sitografia e bibliografia
https://www.sigo.it/wp-content/uploads/2022/02/LG15_Induzione_Travaglio_Parto.pdf
www.nice.org.uk/guidance,
Wickham S. (2021) “Ten reasons to question the draft NICE Guideline on inducing labour”
www.birthrights.org.uk
https://www.aogoi.it/media/1314/1-induzione-al-travaglio.pdf
https://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/134588/WHO_RHR_14.23_ita.pdf
https://www.nice.org.uk/guidance/ng207






